Oltre la buonanotte: Il ruolo dei genitori nella letteratura d’infanzia

Oltre la buonanotte: Il ruolo dei genitori nella letteratura d’infanzia

Quando un genitore apre un libro illustrato, si siede sul lettino del bambino e lo accompagna verso la notte, lo fa per creare un’oasi autentica d’intimità con il proprio figlio o per assecondare l’ennesima tendenza pedagogica del momento?

Dietro questo semplice gesto della lettura della buonanotte si cela, ad oggi, un panorama molto più complesso diviso tra il desiderio di connessione emotiva con il bambino e la pressione sociale di una genitorialità moderna.

In questo schema, lo spazio creato per la lettura fa i conti con un avversario temibile: la dipendenza da tablet e smartphone. Per molti genitori la vera sfida non è scegliere cosa leggere ma riuscire a strappare i figli da questo magnetismo creato dai dispositivi elettronici.

Si affermi come la tecnologia offra un intrattenimento passivo ed immediato che a lungo termine rischia di anestetizzare la capacità di concentrazione e occludere l’immaginazione dei piccoli. In questo contesto, il libro cartaceo non è più solo strumento educativo ma diventa un atto di resistenza pedagogica.

È in questa transizione che s’inserisce una delle autrici più significative ed importanti della letteratura d’infanzia internazionale: Julia Donaldson. Grazie al suo ritmo calzante e con simpatiche rime riesce a sconfiggere la lotta contro i pixel.

Si può notare come con le sue storie – dall’astuzia del topolino nel Gruffalò, all’avventura di Bastoncino per tornare a casa, fino all’indole inclusiva ed emotiva della Strega Rossella che accoglie diversi compagni di viaggio – riesca ad ipnotizzare grandi e piccoli lettori. Attraverso la loro musicalità e fantasia, queste narrazioni superano qualsiasi schermo ed algoritmo.

Si può affermare che la letteratura d’infanzia non può esser ridotta ad un semplice “strumento terapeutico” o ad una medicina per curare la dipendenza dai dispositivi elettronici, ciò significherebbe privarla del suo valore più grande: la libertà.

Spesso i genitori scelgono in base al messaggio educativo (il libro per togliere il pannolino, il libro sulla rabbia o il libro sul dormire da soli) dimenticando il valore del divertimento e del nonsenso, come nel Il naso che scappa di Rodari.

In conclusione, la svolta avviene quando i genitori decidono di abbandonare le ansie da prestazione e le mode educative del momento, trovando il coraggio di scegliere le storie insieme ai propri bambini distruggendo la paura di esplorare narrazioni complesse, insolite o semplicemente divertenti.

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