7 febbraio 2026: Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo.

7 febbraio 2026: Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo.

Ogni anno, il 7 febbraio, l’Italia si tinge di blu. Non è solo una scelta cromatica, ma il simbolo di una promessa collettiva: la Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo è il momento in cui scuole, istituzioni e famiglie si fermano per riflettere su un fenomeno che, purtroppo, non va mai in vacanza.

Istituita nel 2017 dal Ministero dell’Istruzione, questa ricorrenza nasce per dare una risposta forte e coordinata alle prevaricazioni. Il simbolo scelto è il Nodo Blu, un legame che unisce contro l’isolamento. Spesso questa data si intreccia con il Safer Internet Day, la giornata mondiale per la sicurezza in rete, ricordandoci che oggi il bullismo ha superato i confini fisici del cortile della scuola per entrare nei nostri smartphone.

Secondo i dati più recenti diffusi dalla Piattaforma ELISA, il monitoraggio costante nelle scuole italiane mostra che, sebbene ci sia una maggiore consapevolezza, gli episodi di esclusione sociale e cyber-molestie rimangono una sfida aperta. Il bullismo non è “una ragazzata”: è un comportamento che può lasciare cicatrici profonde nell’autostima di chi lo subisce.

Non serve essere supereroi per contrastare il bullismo. Ecco tre passi fondamentali:

  1. Non restare a guardare: Il bullo trae forza dal silenzio degli spettatori. Intervenire o segnalare a un adulto fa la differenza.
  2. Educazione all’empatia: Insegnare ai più giovani che le parole hanno un peso, specialmente online dove manca il contatto visivo.
  3. Utilizzare gli strumenti giusti: Se si è vittima o testimone di cyberbullismo, si può richiedere l’oscuramento dei contenuti offensivi direttamente al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

La lotta al bullismo non si esaurisce in 24 ore. Il 7 febbraio è la “scossa” che serve a ricordarci che il rispetto è un muscolo che va allenato ogni giorno. Indossare il Nodo Blu significa impegnarsi a non girarsi dall’altra parte.

Nello specifico, cosa sono il bullismo e il cyberbullismo?

Il bullismo è l’aggressione o la molestia reiterata, da parte di una singola persona o di un gruppo, ai danni di uno o più minori, con lo scopo di provocare timore, ansia o isolamento. Si basa su un disequilibrio di potere e può manifestarsi attraverso:

  • Violenza fisica: percosse, spintoni o danni a oggetti personali.
  • Violenza verbale: insulti, derisioni e minacce.
  • Violenza psicologica: esclusione dal gruppo, diffusione di calunnie o manipolazione delle relazioni sociali.

Il cyberbullismo è, invece, qualunque forma di pressione, aggressione, ricatto o furto d’identità realizzata per via telematica (social network, app di messaggistica, email, giochi online). Presenta tre caratteristiche uniche rispetto al bullismo tradizionale:

  • Anonimato: l’aggressore può nascondersi dietro profili falsi.
  • Persistenza: le offese rimangono online 24 ore su 24, senza lasciare tregua alla vittima.
  • Viralità: i contenuti offensivi possono essere condivisi con migliaia di persone in pochi secondi.

In sintesi, mentre il bullismo richiede solitamente un contatto fisico o una vicinanza spaziale, il cyberbullismo dematerializza l’attacco, rendendolo potenzialmente invisibile agli adulti ma devastante per chi lo subisce.

Il quadro normativo italiano sul tema si è evoluto significativamente negli ultimi anni, grazie alla Legge 70/2024, la quale fornisce una definizione legale precisa di bullismo, inteso come aggressione o molestia reiterata idonea a provocare isolamento o timore e obbliga le scuole ad adottare un codice interno per la prevenzione e il contrasto e istituire un tavolo di monitoraggio.

Anche il Ministero dell’Istruzione (MIM) pubblica periodicamente Linee Guida per la prevenzione e il contrasto, che definiscono le strategie operative che i dirigenti e i docenti devono seguire per gestire i casi segnalati.

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