24 Gennaio: Giornata Internazionale dell’Educazione.

24 Gennaio: Giornata Internazionale dell’Educazione.

La Giornata Internazionale dell’Educazione è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2018 e si celebra ogni anno il 24 gennaio per evidenziare il ruolo cruciale dell’istruzione per la pace e lo sviluppo sostenibile. La scelta del 24 gennaio ricorda l’adozione della Dichiarazione di Jomtien nel 1990, che sancì il diritto all’istruzione per tutti.
Se ogni anno questa ricorrenza serve a ricordarci che l’istruzione è un diritto umano universale, l’edizione di quest’anno porta con sé una sfida radicale. Il tema scelto, “Il potere dei giovani nella co-creazione dell’educazione”, segna il tramonto definitivo del modello educativo “top-down” per accogliere una visione in cui lo studente non è più un utente, ma un architetto del proprio sapere.
Per comprendere la portata di questo cambiamento, dobbiamo tornare alle radici della filosofia pedagogica del Novecento. Il tema della “co-creazione” è l’erede naturale del pensiero di Paulo Freire. Nella sua visione, l’educazione deve smettere di essere “bancaria” — ovvero un semplice deposito di nozioni in menti passive — per diventare una “pratica di libertà”.
Co-creare l’educazione significa attuare ciò che John Dewey definiva come democrazia applicata: la scuola e l’educazione non sono una sala d’attesa per la vita adulta, ma un laboratorio di esperienza sociale presente. Quando i giovani partecipano alla definizione dei programmi e dei metodi, l’istruzione smette di essere un dovere imposto e diventa un atto di autocoscienza collettiva.
Perché la psicologia insiste così tanto sul ruolo attivo dello studente? La risposta risiede nel concetto di “Agency”. Secondo la Teoria dell’Autodeterminazione di Deci e Ryan, la motivazione profonda di un individuo nasce quando vengono soddisfatti i bisogni di autonomia e competenza. Partecipare attivamente alla costruzione del proprio percorso educativo trasforma l’apprendimento da un processo subìto a un’esperienza di autorealizzazione.
Inoltre, richiamando Lev Vygotskij, l’apprendimento è intrinsecamente un atto sociale. Nella “Zona di Sviluppo Prossimale”, l’interazione tra pari e con gli educatori in un clima di scambio reciproco permette di raggiungere vette cognitive che l’apprendimento isolato non potrebbe mai toccare. La co-creazione è, di fatto, la forma più evoluta di scaffolding sociale.
In un mondo complesso, dominato da crisi globali e dall’avvento di tecnologie dirompenti, non possiamo più permetterci il lusso di escludere i giovani dalla progettazione del futuro. L’educazione non è un monologo del passato rivolto al futuro, ma un dialogo costante tra generazioni.
Celebrare questa giornata significa riconoscere che l’istruzione è l’unico strumento capace di generare quella che i filosofi greci chiamavano phronesis, la saggezza pratica necessaria per navigare l’incertezza.

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