Diario di viaggio Alumni Unimarconi – Seconda tappa: Roma, dove tutto ebbe inizio!
- Ottobre 05, 2026
- di
- Rossella Franzolin
Roma ha una capacità straordinaria: riesce a sorprendere anche chi pensa di conoscerla già.
Basta cambiare prospettiva, rallentare il passo e lasciarsi accompagnare dal racconto di chi ne custodisce la storia perché un luogo familiare possa improvvisamente svelare un volto nuovo, fatto di dettagli mai osservati, storie dimenticate e angoli capaci ancora di emozionare.
È proprio da questa consapevolezza che nasce il nostro Diario di Viaggio Alumni Unimarconi: un percorso pensato per scoprire il territorio attraverso esperienze condivise, per riscoprire luoghi ricchi di storia, arte e cultura con lo sguardo curioso di chi continua a imparare e con la gioia di farlo insieme agli altri.
Dopo l’entusiasmo e le emozioni vissute nella prima tappa a Montepulciano, il viaggio non poteva fermarsi. Quell’esperienza aveva lasciato qualcosa di più di un semplice ricordo: aveva creato un desiderio di ritrovarsi, di continuare a conoscere, ascoltare e condividere.
Perché il vero valore di un viaggio non risiede soltanto nei luoghi che si visitano, ma nelle persone con cui si sceglie di attraversarli.
Ogni tappa diventa così un’occasione per creare nuovi legami, scambiare punti di vista, condividere curiosità e costruire una memoria comune. La cultura, quando diventa esperienza collettiva, acquista un significato ancora più profondo.
E quale luogo avrebbe potuto accogliere la seconda tappa se non Roma?
Una città eterna nel nome e nello spirito, capace di raccontarsi continuamente e di offrire sempre una nuova prospettiva anche a chi la vive ogni giorno.
Roma, un viaggio dentro la storia
Ad accompagnarci in questa nuova avventura è stata la nostra guida Nicola, che ci ha condotto attraverso un percorso capace di intrecciare epoche, personaggi e racconti.
Il nostro cammino è iniziato da Piazza del Campidoglio, uno dei luoghi più rappresentativi della Capitale.
Salire sul colle capitolino significa entrare in uno spazio dove passato e presente convivono in perfetta armonia: la Roma antica incontra qui la straordinaria visione rinascimentale di Michelangelo, dando vita a una delle piazze più eleganti e riconoscibili della città.
La sua forma, progettata nel XVI secolo, racconta un’idea precisa di equilibrio e bellezza. Al centro domina la statua equestre di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo, la cui presenza sembra ancora oggi dialogare con chi attraversa la piazza.
Un’immagine potente, capace di ricordarci come Roma abbia sempre costruito il proprio futuro attraverso il dialogo con la propria storia.
Da questo punto privilegiato abbiamo iniziato un vero viaggio nel tempo, ripercorrendo le origini della città, il legame con il Tevere e il ruolo strategico di quel piccolo insediamento che sarebbe diventato il cuore di una delle civiltà più importanti della storia.
Molti di noi avevano già attraversato questi luoghi, ma ascoltarne il racconto, comprenderne il significato e condividerne la scoperta insieme al gruppo ha trasformato una visita conosciuta in un’esperienza completamente nuova.
Ed è forse questa una delle magie del viaggio: non sono soltanto i luoghi a cambiare, ma soprattutto il nostro modo di guardarli.
La memoria dell’Impero
La splendida luce di una giornata autunnale ci ha accompagnato lungo il percorso, valorizzando ogni scorcio della città.
Tra una spiegazione e l’altra sono nate domande, conversazioni e momenti spontanei di confronto. Ogni partecipante ha portato il proprio sguardo, la propria curiosità e il proprio modo di vivere quella scoperta, arricchendo l’esperienza di tutti.
La storia di Roma non procede mai per capitoli separati: ogni epoca lascia una traccia nella successiva, creando un racconto continuo.
Questa sensazione ci ha accompagnato arrivando al Giardino Caffarelli, dove il passato imperiale è tornato protagonista attraverso il Colosso di Costantino.
La ricostruzione della monumentale statua, un tempo collocata nella Basilica di Massenzio, restituisce solo una parte della sua imponenza originaria, ma riesce comunque a trasmettere tutta la forza simbolica dell’opera.
Davanti a quei frammenti enormi e allo stesso tempo fragili, il gruppo si è fermato quasi spontaneamente.
Non era soltanto la grandezza della statua a colpire, ma ciò che rappresentava: il passaggio dei secoli, la memoria di un impero e la capacità della storia di continuare a parlare anche dopo millenni.
Dalla Roma imperiale lo sguardo si è poi aperto sulla città contemporanea.
Dalla Terrazza Caffarelli Roma si è mostrata in tutta la sua straordinaria complessità: cupole, campanili, tetti e monumenti si intrecciavano davanti ai nostri occhi in un unico grande racconto.
È stato un momento prezioso di condivisione: qualche fotografia, qualche parola scambiata tra partecipanti e la semplice bellezza di fermarsi ad ammirare insieme una città unica.
Persino un piccolo dettaglio, come un gabbiano immobile sul parapetto quasi fosse anche lui spettatore di quel panorama, ha contribuito a rendere speciale quell’istante.
Nel cuore della Roma antica
Da quella prospettiva privilegiata il nostro percorso è proseguito verso il Foro Romano, il luogo dove per secoli si sono concentrate la vita politica, religiosa e sociale dell’Impero.
Camminare tra quelle rovine significa provare a immaginare una città piena di movimento: cittadini che percorrevano quelle strade, persone che si incontravano nelle piazze, autorità che prendevano decisioni destinate a cambiare il corso della storia.
Ogni pietra conserva una memoria.
I resti dei templi, delle basiliche e degli edifici pubblici raccontano una Roma fatta di grandi protagonisti, ma anche di migliaia di vite quotidiane che, giorno dopo giorno, hanno contribuito a costruirne l’identità.
Lasciando alle spalle la monumentalità del Foro, il viaggio ha cambiato nuovamente prospettiva.
Dalla Roma degli imperatori siamo tornati alla Roma delle origini, quella del mito e della leggenda, custodita nel Velabro.
Qui storia e tradizione si incontrano nel racconto di Romolo e Remo e della nascita della Città Eterna.
È proprio questa capacità di unire realtà e immaginazione che rende Roma un luogo senza tempo: ogni angolo conserva ciò che è stato, ma continua allo stesso tempo a generare nuove storie.
Il Ghetto: memoria, cultura e tradizione
Seguendo questo intreccio di racconti siamo arrivati nel Ghetto di Roma, un quartiere dove il tempo sembra aver lasciato tracce profonde nelle strade, negli edifici e nelle tradizioni ancora oggi vive.
Nato nel XVI secolo, il Ghetto rappresenta una delle testimonianze più significative della presenza della comunità ebraica nella Capitale.
Passeggiando tra le sue vie si percepisce un’identità forte, costruita attraverso secoli di storia, cultura e resilienza.
Il Portico d’Ottavia racconta ancora oggi il dialogo continuo tra l’antica Roma e la vita del quartiere, mostrando come la città sia il risultato di tante storie che si intrecciano e si arricchiscono nel tempo.
Ed è proprio qui che abbiamo condiviso un altro momento fondamentale del nostro Diario di Viaggio: il pranzo presso La Taverna del Ghetto.
Dopo una mattinata trascorsa tra racconti, immagini e scoperte, ritrovarsi intorno a una tavola è stato il modo più naturale per continuare il viaggio.
La convivialità è diventata parte integrante dell’esperienza: un momento per raccontarsi emozioni, condividere fotografie, ripercorrere le scoperte della giornata e trasformare una visita culturale in un ricordo comune.
Abbiamo assaporato alcuni dei piatti simbolo della tradizione romana e giudaico-romanesca: i carciofi alla giudia, la cacio e pepe, la carbonara, i filetti di baccalà e le puntarelle con le acciughe.
Anche la cucina, proprio come i monumenti, racconta la storia di un territorio.
Ogni ricetta custodisce incontri, tradizioni e contaminazioni culturali che appartengono profondamente all’identità della città.
Il viaggio continua
Al termine della giornata è emersa una consapevolezza condivisa: il Diario di Viaggio Alumni Unimarconi non è soltanto un modo per conoscere luoghi straordinari, ma un’opportunità per vivere l’Università in una dimensione più ampia, fatta di partecipazione, relazioni e senso di comunità.
Roma ci ha accolto con la sua storia, la sua bellezza e la sua capacità inesauribile di emozionare.
Noi l’abbiamo attraversata insieme, con curiosità, entusiasmo e il piacere di condividere ogni scoperta.
Perché ogni viaggio lascia qualcosa dentro.
Non sono soltanto i luoghi visitati a rimanere nella memoria, ma i momenti vissuti insieme, le persone incontrate lungo il cammino e le emozioni condivise.
Il nostro viaggio continua.
Ogni nuova tappa sarà un’occasione per imparare, incontrarsi e costruire nuovi ricordi, perché il valore più grande di ogni esperienza non è soltanto la destinazione raggiunta, ma il percorso che scegliamo di fare insieme.




