Diario di viaggio Alumni Unimarconi – Prima tappa: Montepulciano, tra storia, cultura e sapori della Toscana

Diario di viaggio Alumni Unimarconi – Prima tappa: Montepulciano, tra storia, cultura e sapori della Toscana

Ogni viaggio inizia con una partenza, ma quelli vissuti insieme agli Alumni Unimarconi iniziano molto prima: con la curiosità di conoscere, il desiderio di condividere e la voglia di guardare il mondo con occhi nuovi. In questi anni abbiamo attraversato città, scoperto tradizioni, incontrato culture diverse e visitato luoghi che hanno arricchito non solo il nostro bagaglio di esperienze, ma anche quello umano. Ogni destinazione ha lasciato un ricordo, ogni incontro ha aggiunto un tassello a una storia collettiva che continua a crescere.

Questo articolo nasce proprio per ripercorrere quel viaggio insieme: una raccolta di esperienze, emozioni e suggerimenti che possa ispirare chi c’era a rivivere quei momenti e chi leggerà a partire, anche solo con l’immaginazione, alla scoperta dei luoghi che abbiamo avuto la fortuna di conoscere.

Qui inizia la nostra storia, la nostra prima destinazione: Montepulciano (Si), era il 22 giugno 2024!

Montepulciano è un meraviglioso borgo medievale e rinascimentale toscano, incastonato tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Celebre in tutto il mondo per il suo Vino Nobile.

E’ la meta perfetta per unire storia, panorami mozzafiato e una cucina locale eccezionale.

Organizzazione della giornata perfetta grazie al supporto del nostro Alessandro che risiede proprio lì, in questo luogo quasi incantato dove, passeggiare tra le sue strade significa immergersi in un susseguirsi di palazzi rinascimentali, chiese monumentali, piazze eleganti e scorci panoramici che si aprono sulle dolci colline coltivate a vigneti e uliveti.

Con un gruppo di alumni ci siamo dati appuntamento alla stazione: da Roma termini in treno, Stazione di discesa: Chiusi-Chianciano Terme.

Alla stazione di discesa fortunatamente ci sono venuti a prendere Alessandro ed il papà e dopo un breve tragitto siamo arrivati sotto la Fortezza Medicea e ci siamo riuniti con gli altri.

L’arrivo è già un’emozione: il borgo appare dall’alto della collina, circondato dai vigneti e dalle dolci campagne toscane, quasi a voler custodire gelosamente la sua storia. Salendo lungo le antiche strade in pietra, ogni passo ci regala un nuovo scorcio, un dettaglio da osservare, una finestra fiorita, un portone antico, una terrazza da cui lo sguardo si perde fino alla Val d’Orcia.

Da qui ogni vicolo conduce a piccole botteghe artigiane, enoteche storiche e cantine scavate nel tufo, dove si custodisce uno dei tesori più preziosi del territorio: il Vino Nobile di Montepulciano, tra le più antiche denominazioni vinicole d’Italia.

La nostra prima tappa è stata proprio in una delle più antiche cantine del luogo: la cantina de’ Ricci dove siamo stati accolti dal proprietario che con professionalità e simpatia ci ha guidati in un mondo quasi surreale tra storia, profumi, colori, un percorso che ha attraversato i secoli e dato alla luce la cantina. Ci siamo ritrovati all’interno di una grotta, completamente scavata a mano nel tufo in epoca etrusca, all’interno del “Sasso di Montepulciano” da sempre custodita dalla famiglia Ricci.

Nel XII secolo, un pacifico cittadino prevedeva gli andamenti meteorologici con una sicurezza tale da essere ritenuto uno stregone.
Per salvarsi dall’accusa, l’uomo svelò il suo segreto: basava le sue previsioni osservando il modo in cui un riccio scrutava il sole! L’eroe ricevette quindi il soprannome di Riccio, progenitore della famiglia Ricci a Montepulciano.

Nella struttura furono seguite le antiche regole degli statuti di Montepulciano:
“Chiunque possieda una grotta ed un sotterraneo sotto il Sasso… deve fare una volta a calce e mattoni… se poi volesse costruire una Cantina, la potrà fare lunga 20 piedi e larga 16… sempre con suddetta volta…”.

Nel 1534 grazie a Giovanni Ricci iniziano i lavori della nuova cantina, accanto alla precedente struttura medievale. Il progetto porta alla realizzazione della Cattedrale del Vino, suddivisa in tre navate e simbolo della cantina e del vino a Montepulciano. Enormi pilastri, le volte e gli archi, fa immergere ogni visitatore in un luogo sacro per il vino.

Proseguendo tra le file di botti si raggiunge la prima cinta muraria di Montepulciano dove si affaccia la “Rupe del Sasso” di origine calcarea. Attraversando un tunnel a mattoni si raggiunge il cuore della struttura: una grotta tufacea dove tutto ebbe inizio nel 1150 con il capostipite Riccio Ricci. Da qui nei secoli, la Cattedrale ha sapientemente custodito e protetto questa grotta, cuore ed origine della loro storia.

I loro vini ci raccontano la loro storia. Un’esperienza meravigliosa!

Il cuore della città è Piazza Grande, dominata dal Palazzo Comunale e dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, un luogo che racconta secoli di storia e rappresenta il punto di incontro tra passato e presente.

Il Palazzo Comunale di Montepulciano sorge sul lato occidentale della piazza Grande.

La sua elegante facciata, ispirata a Palazzo Vecchio di Firenze, racconta il prestigio che Montepulciano ha avuto nel corso dei secoli. Varcare il suo ingresso significa intraprendere un piccolo viaggio nel tempo.

All’interno, una stretta scala in legno, antica e suggestiva, si arrampica fino alla torre civica. Salendo, gradino dopo gradino, si avverte l’emozione della scoperta: il percorso è parte dell’esperienza, quasi un invito a rallentare e ad assaporare l’attesa. Poi, all’improvviso, si raggiunge la cima.

Da lassù il panorama ripaga ogni passo. Lo sguardo abbraccia le dolci colline toscane, disegnate da vigneti, uliveti e filari di cipressi che si rincorrono fino all’orizzonte. Nelle giornate più limpide si distinguono la Val d’Orcia, la Val di Chiana e il profilo del Lago Trasimeno. Il vento accompagna il silenzio e, per qualche istante, il tempo sembra fermarsi.

È uno di quei luoghi in cui le fotografie non riescono a restituire fino in fondo ciò che si prova. Noi ci siamo fermati ad ammirare quel paesaggio, condividendo lo stupore di fronte a una Toscana autentica, capace di emozionare con la semplicità dei suoi colori e l’armonia del suo paesaggio. Un momento che ha regalato a tutti noi una prospettiva diversa, non solo su Montepulciano, ma anche sul valore del viaggio vissuto insieme.

E, come in ogni viaggio che si rispetti, non poteva mancare un momento da condividere attorno alla tavola. Il pranzo al Ristorante La Briciola è stato molto più di una semplice pausa: è stato un’occasione per raccontarsi le emozioni della mattinata e assaporare l’autenticità della cucina toscana. Il menù ci ha accompagnato alla scoperta delle eccellenze del territorio: i pici fatti a mano, protagonisti della cucina locale, conditi con il tradizionale ragù di Chianina o con il ricco sugo all’aglione della Val di Chiana; i salumi e i formaggi tipici, impreziositi da miele e confetture; la pregiata carne di Chianina, simbolo della gastronomia toscana, e i dolci della tradizione, come i cantucci da gustare con un bicchiere di Vin Santo.

Per il nostro gruppo di studenti e Alumni, Montepulciano è stata molto più di una tappa del viaggio. È diventata un’occasione per condividere la bellezza del patrimonio culturale italiano, riscoprire il valore delle tradizioni locali e comprendere come ogni luogo racconti una storia fatta di persone, territorio e identità. Un’esperienza che ha arricchito tutti noi e che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha condivisa.

Ogni viaggio lascia qualcosa dentro. Montepulciano è stato l’inizio e  ci ha insegnato che la bellezza non risiede solo nei monumenti o nei paesaggi, ma nelle emozioni che un luogo riesce a suscitare quando viene scoperto insieme. È proprio questa condivisione a rendere ogni esperienza speciale: osservare, ascoltare, imparare e costruire ricordi che, una volta tornati a casa, continuano a raccontare il viaggio.

Ogni destinazione diventa davvero indimenticabile quando è fatta di incontri, sorrisi e persone con cui condividere il cammino.

……… e il viaggio continua …………

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